Onde

Sono trascorsi 2 anni di tempo normale da quando tu vivi altrove. Si, perché il tempo, da allora, si misura diversamente quaggiù. È come se fosse ieri che il tuo sguardo è diventato immobile (erano le 9:30 di quel 13 aprile 2018), è come se fosse ieri che la vita è dovuta andare avanti senza di te. Eppure, in tutto questo tempo, ci sei sempre stata, invisibile e presente, silenziosa e produttiva, anche se le tue fotografie rimandano a un tempo irrimediabilmente già passato: il tracciato del tuo cuore che batteva ancora, la tua pagina Facebook, dalla quale vorrei tanto poterti ancora mandare un messaggio. Tutta questa assenza, tutta questa presenza sono onde di un mare calmo, che cullano all’infinito le nostre vite inseparabili.

Tel.

A volte, vorrei provare a chiamarti.

Sogno che mi rispondi, dall’altro capo del mondo in cui ti trovi. Dal quale vedi ogni cosa, persino i segreti. Ti immagino sorridere teneramente. Sono io che non ce la faccio a riempire questo silenzio.

(Effetti personali, 2020)

Il profumo ancora si confonde con la luce, più invisibile di una piuma leggera che galleggia nell’aria, dolce veleno diluito infinitamente nella memoria.