C’è il sole, ma penso alla morte

C’è il sole, ma penso alla morte.
Là dietro, il cielo deve essere così: blu e nuvole candide.
C’è il sole, ma penso alla morte, che ti ha ingannata col suo veleno, in cambio di un sonno eterno, nel tempo del mai.
C’è il sole, ma penso alla morte, mentre la vita, con occhi celesti, mi apre una porta, eppure non vedo nulla, le lacrime sono un muro.
C’è il sole, ma penso alla morte, ritornello vano, preghiera muta tra noi, separati da un velo bianco di dolore, mentre il tulle ridisegna le tue guance di alabastro, le tue ciglia di velluto, la tua bocca di corteccia.
C’è il sole, ma penso alla morte,
a quest’ora di domenica mattina, riempio le narici di odori e gli occhi di tutti i colori. Perché io sono vivo.

Anche oggi ho scritto cose. Poi, guardando il taccuino chiuso, ho pensato che è come un cassetto pieno. Quando sarà tutto scritto, gli appiccicherò sul dorso un numero, lo metterò al suo posto in fila, accanto agli altri. Oggi ci sono nuvole, di tanto in tanto piove.

Domenica mattina

Per colazione, abbiamo un piccolo prato verde, e un po’ di silenzio, un tavolo con sopra una caffettiera, un gatto nell’erba, da accarezzare.

Solo questo, nel riquadro, e un profumo leggero di un giorno di maggio.

img_3147