Tu che guardi, ti accorgi che c’è un filo invisibile che congiunge i pensieri di noi altri. Una forza che trattiene i nostri sensi, impedendogli di incontrarsi.
[ in realtà siamo all’interno di un museo e la tecnologia ci sta solo dando una mano a comprendere; quelle protesi multimediali sono un semplice accessorio che agevola immaginazione e conoscenza; eppure noi siamo affamati di mistero, ci nutriamo di parole sconnesse, di sguardi scappati, di espressioni sfuggite alla regola, siamo simili a uccelli di mare in volo, imprevedibili, preferiamo la libertà ]
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